
Come e quando è nata la tua passione per questo genere musicale? C’è stato un momento preciso in cui ti sei detto: “Ok, questa è la mia strada”?
La mia passione per la musica nasce con la colonna sonora di Jurassic Park e con le canzoni che i miei genitori mi facevano ascoltare durante i viaggi in auto. Il momento preciso, però, è arrivato a 13 anni, quando ho scoperto che molti brani house erano contaminati da sonorità disco e funky. Il pezzo che mi ha acceso la scintilla è stato Lady dei Modjo. In quel momento ho capito che potevo sperimentare anch’io, attingendo alla collezione di musica disco-funk che avevo ereditato dai miei genitori e da mio zio.
Cosa ti piace di più: stare in studio a produrre o dietro la console a suonare?
Suonare dietro la console e condividere il mio stile musicale con le persone resta sempre un’emozione fortissima. Negli ultimi tempi, però, sento un certo distacco da quel mondo, anche a causa di dinamiche che non sempre mi appartengono. In compenso, non cambierei con nulla l’intimità e la libertà che provo quando produco le mie tracce: lì sono davvero io, senza filtri.
Come nasce una tua traccia? Parti dal groove, da un’idea melodica, da una voce?
Parto sempre dalle sensazioni che sto vivendo in quel momento. Essendo produttore di Jackin e Funky House, la mia ricerca inizia quasi sempre da un sample che mi colpisce davvero. Nelle ultime produzioni, però, ho inserito molto di mio “suonato”: in questi casi il punto di partenza è quasi sempre una linea melodica che dà forma al resto del brano.
Cosa ascolti nel tempo libero? Rimani sempre sull’elettronica o spazi anche in altri generi?
Ascolto un po’ di tutto: rock, pop, lirica , soundtrack di qualsiasi film . Ultimamente, però, sono in fissa con la musica d’autore italiana. Mi capita di passare da Marco Castello a Gino Paoli senza problemi.
Hai un sogno nel cassetto legato alla musica che speri di realizzare presto?
Con il tempo ho realizzato tanti piccoli sogni e ho avuto grandi soddisfazioni, ma ce ne sono ancora. Mi piacerebbe tantissimo suonare al Café Mambo Ibiza: da ragazzino cercavo i set registrati lì e sognavo di farne parte . Un altro sogno sarebbe scrivere brani di musica completamente originale da far interpretare a una band, musicisti , ma quello richiede tanto studio e tanto tempo libero.
Qual è il momento più magico della tua carriera fino ad oggi? E quello più difficile?
Il momento più magico? Quello che deve ancora arrivare, semicit. Scherzo La mia prima Top 1 in Jackin House è stata un momento di liberazione dopo anni di sacrifici.
Il più difficile invece è arrivato quando ho provato ad alzare l’asticella: ho fatto alcune scelte sbagliate, e spesso ho trovato davanti a me più invidia e competizione che collaborazione. Come label manager ho dovuto gestire situazioni complicate: artisti che compravano play su Spotify , autobuy nelle classifiche e le conseguenze rotture con i portali per giustificare queste dinamiche con cui sono stato profondamente in lotta sin dal giorno zero . Non è stato facile, ma la mia credibilità e il rispetto che mi sono costruito con serietà mi hanno sempre permesso di andare oltre, anche grazie al sostegno di colleghi che conoscono bene il mio modo di approcciare al lavoro.
Che consiglio daresti invece a un giovane producer che sogna di pubblicare la sua prima traccia?
Il consiglio principale è: non inseguire le mode. Può sembrare scontato, ma la cosa più importante è trovare la propria identità e distinguersi. Oggi fa davvero la differenza almeno nel campo professionale . È chiaro che viviamo in un’epoca in cui la soglia dell’attenzione è ridotta ai minimi termini e si tende a scegliere sempre la via più semplice, ma proprio per questo emergere richiede carattere. Aggiungerei: tanta forza di volontà e una grande dose di pazienza visto le dinamiche citate.
Qual è il brano a cui sei più affezionato? Uno tuo e uno di un altro artista che porti sempre con te.
Il mio è sicuramente Amalfi Coast. È stato il primo a raggiungere la Top 1 in Jackin House, Sono legato ai ricordi di quei giorni: ricordo ogni singolo istante della sua realizzazione , la produzione iniziò prima di questa mini vacanza sulla costiera amalfitana. Avevo sempre con me idee, appunti e bozze di suoni, che prendevano forma tra un viaggio e le passeggiate sul lungomare. Ogni volta che la riascolto, rivivo quei momenti: il paesaggio, la luce, la sensazione di libertà , un periodo emotivo forte per me e di ispirazione che mi hanno accompagnato nella sua nascita .
Tra i brani di altri artisti scelgo Happy People di Raffaele Ciavolino, uscito su una delle mie label ( quindi sono di parte ahhah ). All’inizio non fu compreso, non venne valorizzato da altre etichette né dai portali non ricevette la famosa ‘ Weekend Weapons ‘ , ma alla fine si è rivelata una delle migliori produzioni Jackin House dell’anno ( 13esima nel best of ) , restando a lungo in vetta alle classifiche. Ancora oggi da soddisfazioni . Più del successo, però, mi ha regalato un legame umano: da quel brano è nata un amicizia e una stima reciproca con Raffaele, che oggi considero uno dei migliori artisti Jackin House oltre che una persona fantastica e umile .
E poi ci sono due classici che porto sempre con me: Get Get Down di Paul Johnson e Music Sounds Better With You ( Bob Sinclar Remix ) . Sono brani che hanno segnato la mia formazione e che ancora oggi rappresentano la base del mio percorso musicale.

